Sin dall'alto Medioevo il territorio di Poggio Renatico, ancora invaso da specchi palustri e boscaglie, venne fortificato dai bolognesi attraverso una discontinua linea di torri e castelli che consentiva il controllo esclusivo della pesca e del commercio fluviale, nonché la protezione dalle mire espansionistiche dei confinanti ferraresi. Gli Statuti di Bologna del 1250 disponevano: «... si ponga una campana sulla Torre dell'Usolino, un'altra sulla Torre del Cocenno e una sulla Torre del Poggio, perché i comuni delle terre possano e debbano correre... quando li nemici tentino di venire nel nostro distretto».